L'ECOMUSEO
L’Ecomuseo delle Acque del Gemonese investe il territorio di una particolare unità geografica, il Campo di Osoppo-Gemona, completamente circondata da rilievi. L’acqua è all’origine della sua formazione: il Campo deriva da un vasto lago che si estendeva a monte delle colline moreniche, immediatamente dopo il ritiro del ghiacciaio del Tagliamento avvenuto 10.000 anni fa.

Il grande lago non è scomparso, ma sopravvive ancora nei vuoti lasciati tra granulo e granulo dalle ghiaie che lo hanno riempito. Oggi costituisce l’ampia falda freatica che si estende a pochi metri di profondità e che in particolari condizioni affiora in superficie dando luogo ad un articolato sistema di risorgive di elevatissimo interesse naturalistico.

Su questo comprensorio l’uomo interviene da secoli, prelevando le acque ed amministrando il reticolo idrografico sotteso, scavando rogge ed elevando arginature, erigendo opifici e producendo energia. Paesaggio e segni sedimentatisi nel tempo hanno reso possibile la realizzazione di un ecomuseo,
un nuovo modello di offerta culturale che si propone di valorizzare le risorse storiche e ambientali diffuse localmente.

Il Gemonese, con i suoi fiumi, torrenti, mulini, roste e lavotoi è diventato un museo all’aperto da visitare attraverso una rete di percorsi pedonali e ciclabili, i cui ambiti si intrecciano creando un connubio tra identità culturale, finalità educative, promozione turistica ed economica.

Nucleo operativo dell’ecomuseo è il Centro di Educazione Ambientale “Mulino Cocconi” che ha sede nel restaurato mulino Cocconi di Ospedaletto di Gemona. Nell’edificio trovano sede un Laboratorio didattico, il Museo dell’arte molitoria e il Centro di documentazione sulle acque, a disposizione di insegnanti, studenti, ricercatori, turisti...